Siamo caduti nella trappola dell'intolleranza....

By fantomaz
2019-05-06 (Ultimo aggiornamento: 2019-05-06) 13

MI rifiuto di parlare con gli intolleranti. In particolare quelli che non tollerano l'intolleranza: i buoni, gli accoglienti, gli ospitali. Quelli che una volta erano la maggioranza silenziosa e che con il loro comportamento e con il loro voto davano un orientamento al paese.
Ormai tutti noi ci sentiamo in dovere, se non in obbligo di esprimere il nostro parere fomentati, non dagli intolleranti, dai sovranisti, dai populisti propriamente detti, bensì da coloro che in queste diatribe trovano il loro pane quotidiano e che con la scusa di difendere un'idea, creano contrapposizioni spesso verbalmente violente.
Non mi riferisco ai social: quelli sono già settorializzati, dove i partecipanti sono già divisi in gruppi separati che hanno già una posizione, buonista o cattivista che sia, e non la cambieranno.
MI riferisco ai mass media, quelli generalisti, tv e giornali, commentatori, editorialisti, politologi, analisti. Gente che sguazza in questa melma, fomentando contrapposizioni che colpiscono la pancia della gente, criticando qualunque idea, decisione, avvenimento che non condividono .
Si cade nella trappola e ci si sente in dovere di esprimente, in maniera incazzata la propria idea.
E qualcun altro risponderà a tono, anzi dovrà avere una risposta a toni ancora più accesi, in un circolo che non vede fine.
Morale? Siamo e saremo tutti sempre più intolleranti l'uno verso l'altro, incazzati.
Scopo raggiunto, alimentare la contrapposizione.

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   Commento di: Paolino   del 2019-08-24 20:14:00       -   Mi Piace   0       -     Non Mi Piace   0
Credo che siamo in tanti a pensarla cosi. Ma quello che urlano, anche sono la minoranza, si fanno sentire. Credo purtroppo che non ci sia niente da fare. Bisogna rimanere in un dignitoso silenzio perdente.